PROPOSTA DI GRILLO… 4000 EURO AL MESE LIMITE MASSIMO PER PENSIONI… RISPARMIO PER 7 MILIARDI DA DARE AI GIOVANI COME REDDIDO GARANTITO PER TRE ANNI.

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GRILLO

12 Commenti a “PROPOSTA DI GRILLO… 4000 EURO AL MESE LIMITE MASSIMO PER PENSIONI… RISPARMIO PER 7 MILIARDI DA DARE AI GIOVANI COME REDDIDO GARANTITO PER TRE ANNI.”

  1. Vittorio Ferraresi scrive:

    La proposta è sana anche se chi serve la nazione non merita tanto denaro.
    La cifra dovrebbe essere precisato deve comprendere tutto.
    Le spese debbono essere rimborsate con giustificativi e con un limite nel loro importo salvo autorizzazioni speciali. La pensione deve essere commisurata alla pensione di diritto percepita con il lavoro svolto prima di prendere l’incarico.
    Lo Stato ovviamente deve garantire dopo il mandato la possibilità di ottenere un lavoro con la contribuzione avuta prima di assumere il mandato.
    Servire la Nazione in Paesi più sviluppati è e deve essere un onore non un mezzo per sistemarsi economicamente.

  2. angelino scrive:

    una cosa giustissima dopo migliaia di puttanate.

  3. mario la torre scrive:

    non può e non deve essere un reddito garantito:
    I giovani italiani non avrebbero più stimoli per tre anni a cercare un lavoro.
    Non credo sia la strada giusta:Bisogna creare un coordinamento sempre tra i giovani stessi e da li partire con progetti di lavoro che poi durino nel tempo.
    I soldi ragazzi…bisogna sudarli come abbiamo fatto noi.

  4. Betti scrive:

    Per me sono anche troppi, ma può andare bene la proposta. Bravo Grillo!!!

  5. Pier Giorgio Merli scrive:

    Sono proprio contento che qualcuno la pensi come me : è dall’inizio della crisi che sostengo la proposta di Grillo e non solo, occorre ridistribuire la ricchezza in modo più equo.

  6. carlo scrive:

    questo messaggio deve passare anche su video e giornali quotidiani e vedrete che il movimento superera’ il 20 % sicurissimo !!!!!! avanti cosi !!!!!

  7. Vittorio scrive:

    Molto giusto anche se ho attualmente 3800 euro lordi

  8. daniele scrive:

    Sono d’accordo.

  9. antonio scrive:

    più tosto si faranno ammazzare ma non molleranno l’osso che si sono guadagnato col sudore della fronte in pochi gioni di lavoro oltretutto ben remunerato.

  10. admin scrive:

    COMMENTI SU OKNOTIZIE

    se questo è populismo viva il populismo.

    ..non è populismo….

    e pura demenza urlata…per mascherare la non conoscenza di una realtà cinica…del mercato del lavoro…..

    NON è il levare a pochi…non più in attività…che si possono poi distribuire e dare ai molti… senza attività….siccome l’uno e conseguenza dell’altro…

    Bisogna regolare i flussi di partenza…limitarne le esagerate uscite stipendiali che ..permettono il poi…delle assurdamente esagerate pensioni….specialmente se si lavora alle dipendenze dello Stato….risparmiando non solo…al momento della distribuzione pensionistica…ma nello stesso percorso lavorativo e nel suo merito produttivo …ed allora invece di risparmiare solo 7 miliardi…se ne risparmiano 60 di miliardi…

    E di controcanto…dare per 3 anni ai giovani un reddito o (reddido???) garantito in attesa di che????…prelevare risparmi da una parte..per buttarli dall’altra??? NOOOO

    TU che esci dalla scuola con merito…Ti metti alla prova rischiando le Tue capacità…dimostrando che ai una qualità lavorativa… indipendente dalle cause del mercato…LO STATO con i soldi risparmiati…deve creare le strutture in cui TU giovane… puoi senza dover rischiare denaro personale…dimostrare il valore e la TUA capacità produttiva….una specie di apprendistato societario..fra chi entra nel mondo del lavoro e lo stato stesso….con conseguenti vantaggi reciproci…nel percorso sia di esperienza praticata.. che di copertura del rischio materiale del singolo…

    Questo potrebbe essere un buon programma…in cui versare parte dei risparmi ottenuti…permettendo a chi capace ma senza l’immediatezza dei mezzi…possa farsi conoscere ….ed in cui le altre aziende private..o anche nel dopo gli stessi giovani…possano basare futuri programmi e strategie lavorative ….per competere nel mercato del lavoro produttivo…eliminando quei percorsi di precariato continuo…di umiliazione delle proprie capacità…di sfruttamento a rotazione delle giovani energie…

    In poche parole….PER TRE ANNI…lo Stato con le sue strutture ..che siano di ricerca…che siano di programmazione…che siano di servizio…che siano di produzione…che siano in tutti i campi in cui la società cerca e consuma il suo sviluppo…garantisce ai giovani… quel percorso di specializzazione e di esperienza…che li sottrae allo sfruttamento ed al precariato del privato…stabilendone con un reddito mensile dignitoso….il trampolino del loro futuro…sia che diventino dipendenti di altre aziende ..che diventando loro stessi imprenditori delle loro capacità…

    Cambiando la mentalità del lavoro attuale…portando ed accompagnando progressivamente il lavoro….all’essere reale valore e proprietà di chi lo esegue….e di cui il mercato se ne serve pagandolo…Padroni delle proprie capacità…non servi di chi sfrutta le altrui capacità….

    (
    Oooooooooooooo devi fa un commento, mica UN COMIZIO-LIBRO…non si riesci a seguirti, rischi di leggerti da solo….

    …..A Vespa mettete er casco….

    che te se raffreddano i neuroni…e poi per forza de cose…non riesci a seguire la ragione…e sbandi nella follia demenziale….

    ….infatti….

    sentivo odore di marcio….

    ma anche questo è un modo di…non pronunciare le proprie idee..”al deserto”….Il demente in vespino…diviene dito indicatore delle altrui proposte…nonostante cerchi di….essere al centro dell’attenzione…facendo il GRULLO…

    (

    ciao popeye! mi sembra che il post di pierpaolobasso sia interessante e argomentato. mi piacerebbe conoscere il tuo parere (e quello di tzetze) in merito alla questione.

    fammi capire ma tu sei favorevole alle super-pensioni?

    ….ascerix…

    se ti stai rivolgendo a me!!!!…

    Da tempo sto dicendo che…. chiunque e specialmente coloro che…si sono arricchiti lavorando per e nello Stato…AL MOMENTO del loro pensionamento…debbono avere lo stesso trattamento di base…dei lavoratori operai con la massima anzianità….(1.500 – 1.800€ mensili)….siccome la pensione è un tetto sociale…che lo Stato deve garantire a tutti i cittadini…partendo da un minimo valore …che si basa sulla dignità e civiltà del paese…ed al reale costo della vita nel paese….

    NON è AMMISSIBILE CHE…anche la pensione serva per continuare ad arricchirsi….sulle spalle della società…

    Durante il percorso lavorativo…. di cui specialmente per coloro che sono alle dipendenze dello Stato…ed in particolare per coloro che sono nelle Istituzioni dello Stato…limiterei ad un tetto massimo di 3 volte gli emolumenti stipendiali… di base degli altri lavoratori chi ne ha possibilità…può nelle sue scelte di vita…farsi una sua storia personale dei suoi risparmi…anche integrativi di altra pensione….ma finito il percorso lavorativo….anche nel massimo degli anni previsti…non deve superare la soglia stabilita…per le stesse classi operaie….

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    Dura lex sed lex Sono d’accordo sul taglio alle pensioni, e anche a girarlo per incentivare il lavoro dei giovani, anche se il “reddito garantito” mi pare illusorio.

    Il reddito garantito lo trovo esagerato e inaccettabile, fermo restando che la disoccupazione giovanile e lo sfruttamente dei giovani (e non) con il lavoro nero e/o con contratti atipici deve essere affrontato e risolto. Tuttavia sul taglio delle pensioni sono abbastanza d’accordo… c’è gente che percepisce pensioni elevatissime e tanta altra che prende una miseria e non riesce a tirare avanti. Non c’è alcuna equità sociale nel sistema pensionistico italiano: pochi privilegiati, tanti appena appena assistiti ed una marea di gente che non si sa se la pensione la riceverà. Provate a calcolare quanti soldi vengono versati nelle casse dello stato durante la carriera lavorativa di un lavoratore tipo e poi provate a stimare quanto di tutti quei soldi effettivamente gli torna indietro in pensioni e servizi…

  11. admin scrive:

    La riforma delle pensioni secondo Beppe Grillo
    giovedì 18 agosto 2011

    Oggi Beppe Grillo – scusate se continuo a occuparmi di questo personaggio, ma purtroppo ogni sua sortita è un ulteriore decadimento del livello generale di dibattito che c’è in Italia – se la prende con le pensioni, in una maniera che forse nemmeno il ministro Sacconi oserebbe fare.
    La partenza – come spesso succede – è giusta: “Ma qualcuno sano di mente pensa realmente che con 19 milioni di pensionati e 4 milioni di dipendenti pubblici possiamo farcela?” Infatti, è questo il problema che da decenni viene fatto presente all’Italia dagli economisti e dalle organizzazioni economiche internazionali, dalle agenzie di rating e dalle banche centrali: un sistema di spesa focalizzato sulle pensioni e su un numero di dipendenti pubblici troppo alti. E’ quel che segue nel ragionamento grillino che è insulso.
    Scrive Grillo: “Il numero di dipendenti pubblici è pari alla popolazione dell’Irlanda e noi stiamo a fare il tricchetracche sulle Province. Vanno chiuse tutte, che altro c’è da discutere?”
    Ok, però allora non ti nascondere dietro un dito e dillo chiaramente: i 61mila dipendenti provinciali che oggi ci sono in Italia vanno licenziati. Via, siamo buoni: ne mandiamo a casa solamente un terzo, ventimila in tutto? Bene, hai ventimila persone in più in cerca di occupazione. Un problema sociale enorme. Tra l’altro, con un ulteriore aggravio alle casse dello Stato, perché a questa gente dovrai pagare anche il trattamento di fine rapporto e, a naso, è qualche centinaio di milione di euro, ossia quel che hai risparmiato mandando a casa presidenti di provincia, assessori, consiglieri e costi accessori.
    Continua Grillo: “Le pensioni in essere vanno erogate con il metodo contributivo, tanto hai dato, tanto prendi”.
    E’ esattamente quel che sta avvenendo per tutti i neoassunti dal 1995 ad oggi e per tutti coloro che, sedici anni fa, avevano meno di diciotto anni di contribuzione relativamente al periodo di tempo successivo al 1995. Qualcuno informi Grillo. A meno che per “pensioni in essere” non intenda “a chi è già in pensione”: in tal caso, avremmo un’altra bomba sociale (in parecchi ci rimetterebbero e non parlo di gente che prende due o tremila euro di pensione: la media delle retribuzioni pensionistiche è 12mila euro l’anno, mille euro al mese), oltre che una violazione della Costituzione (i famosi “diritti acquisiti”) e una trovata economicamente stupida (i contributi versati dai pensionati di oggi sono stati spesi da anni).
    Ancora: “La riforma delle pensioni deve iniziare da chi in pensione c’è già senza alzare continuamente l’asticella dell’età pensionabile accampando la scusa risibile dell’aspettativa di vita”.
    Facendo ancora una volta tabula rasa del principio costituzionale dei diritti acquisiti, in sostanza il tribuno genovese propone di tagliare le pensioni dei pensionati attuali. Secondo l’Istat i pensionati che percepiscono più di 2mila euro al mese – che è una buona cifra, sì, ma non abnorme – sono 2milioni e 600mila (il 15% del totale). Riduciamo loro la pensione fino a, boh?, 1.500 euro mensili? Bene, quanto verrà fuori? Quanti giovani o non ancora pensionati ci potranno campare con la loro riduzione? Ma Grillo li fa questi calcoli elementari prima di scrivere cazzate sul suo blog?
    Si legge poi: “Non ha senso che ci siano doppie e triple pensioni, una basta e avanza”.
    Secondo i dati Istat-Inps, il 32.8% dei pensionati percepisce più di una pensione, ma tre volte su quattro si tratta di invalidità civile o indennità per infortuni e malattie sul lavoro. Insomma, il ragionamento di Grillo sarebbe giusto se non fosse che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di persone che ne hanno realmente bisogno (eccezion fatta per i falsi invalidi, ma allora il problema è un altro).
    Infine: “Non me frega un cazzo delle statistiche. Dopo 35 anni di contributi ho il diritto di riposarmi. Un operaio non andrà in pensione a 70 anni, sarà morto prima”.
    Giusto. Però qui si vuole la botte piena e la moglie ubriaca: perché se un operaio deve andare in pensione dopo 35 anni e prendendo soltanto quel che ha versato, ho idea che faticherà assai per campare… Perché questo è il grande dramma, caro Grillo. Quando quelli della mia generazione – e di tutte quelle dopo la mia – andranno in pensione prenderanno poco perché poco hanno versato. Inoltre, poiché già oggi stanno (stiamo) guadagnando poco, la possibilità di farsi una pensione integrativa è riservata a non molti. La maggioranza, una volta in pensione, cadrà in miseria senza che i tribuni di oggi, interessati solamente al breve periodo e lungimiranti quanto un Calderoli o un Sacconi qualsiasi, ci abbiano pensato.

    Quel che preoccupa di più è che i lettori di Grillo, gente che sta sul web, che si informa, che ritiene non soltanto di avere la schiena dritta, ma pure un surplus di intelligenza rispetto all’elettore berlusconiano o piddino, non contesta certe trovate estemporanee, ma le accetta come se niente fosse.

  12. gianni scrive:

    4000 euro di pensione a chi?con stipendi da 20000 euro mensili..gli diamo pure la pensione?che sforzo fisico han fatto questi signori x essere ripagati con 4000 euro se uno che lavora 40 anni e piu se sara’ fortunato ne avra’…1000..e’ propio vero..ci meritiamo queste..mezzemaniche

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