Monti ha annunciato altri “sacrifici” per la Pubblica amministrazione.

16 maggio 2012

Aspettiamoci un’altro rinvio del contratto 2015?

“Sarebbe quantomeno parziale” considerare la spending review “fatta solo di tagli”. Il presidente del Consiglio Mario Monti, al Forum Pa, sottolinea che “si tratta anche di lavorare a una migliore allocazione delle spese, non solo di risparmiare ma di avere un utilizzo più oculato ed efficiente” delle risorse. E non sarà “uno sforzo una tantum” perché “deve entrare a far parte in maniera strutturale della cassetta degli attrezzi della pubblica amministrazione”.

In arrivo la stretta su assegni familiari e borse di studio

16 maggio 2012

Tagli alle prestazioni per i ceti medio-alti. Allo studio il nuovo Isee. Quella dei ticket sanitari non sarà la sola rivoluzione ad attenderci. Ministero accompagnamentodell’Economia e ministero del Welfare stanno studiando ben altri cambiamenti nell’ambito dell’assistenza, e lo scopo è chiarissimo: sfoltire le prestazioni socio assistenziali tagliando qualcosa ai ceti medio alti. Come sta per accadere in sanità, insomma, la gratuità di certi servizi rimarrà un privilegio per le categorie di cittadini con redditi bassi. Un decreto allo studioLa “rivoluzione” arriverà presto con un decreto firmato dal ministro dell’Economia e da quello del Welfare, visto che le linee guida su cui fondare gli interventi sono già state tracciate in una delega contenuta nel decreto Salva-Italia. Nella delega si parla di azioni per “razionalizzare” la spesa socio-sanitaria, in modo da ottenere risparmi “da ridistribuire alle famiglie più deboli”. Il denaro ottenuto dai tagli dovrebbe quindi in parte essere utilizzato per agevolare chi più è in difficoltà. Ma nella bozza di provvedimento, per ora, si parla solo del primo punto. Il visto dei sindacati Nel dettaglio la bozze del provvedimento, che ieri è stato oggetto di un incontro tra i rappresentanti dei due ministeri e quelli di Cgil Cisl e Uil, prevede due filoni di intervento: da una parte la revisione dell’indicatore di reddito Isee, dall’altra l’utilizzo più massiccio di questo criterio per concedere i servizi sociali come assegni familiari, assegni di accompagnamento, borse di studio, etc..Un nuovo Isee, più pesanteNei piani il nuovo Isee, indicatore utilizzato soprattutto per le graduatorie dei nidi, delle borse universitarie e degli assegni familiari, verrebbe calcolato facendo pesare maggiormente alcuni parametri, come le rendite finanziarie e gli immobili (il cui valore sarà ricalcolato dopo la revisione delle rendite catastali), e introducendone altri come le pensioni sociali e gli assegni familiari già eventualmente percepiti dai componenti della famiglia.Assegni più leggeri sopra un certo reddito Perché tutto ciò? Il motivo è presto detto. Nelle intenzioni del governo c’è quella di escludere dalle prestazioni sociali chi è sopra una certa soglia di reddito.  Degli assegni di accompagnamento per gli invalidi, per esempio, potrebbe beneficiare in futuro solo chi ha un Isee inferiore a 15.000 euro. Gli altri potrebbero vederselo ridurre a scalare con l’aumentare dell’indicatore.  Borse di studio e tariffe sociali ristrette Discorso simile per altre prestazioni come l’assegno per i nuclei familiari con 3 o più figli, le borse di studio universitarie, gli assegni di maternità per madri senza copertura assicurativa, la tariffa sociale per l’energia elettrica: ogni agevolazione sarà rimodulata in base alla ricchezza.  Le misure sono ancora allo studio dei tecnici e sono certamente suscettibili di modifiche, ma una cosa è certa: per il ceto medio-alto è in arrivo una nuova “stretta”, in linea con la riforma dei ticket sanitari che presto sarà presentata dal ministro della Salute Renato Balduzzi.

SOLO CON LE LOTTE POSSONO FERMARE L’ATTACCO BORGHESE…. LA GRECIA INSEGNA CHE LA SINISTRA RADICALE INSIEME VINCE.

16 maggio 2012

Non è questione di violenza e non violenza, non è questa la questione, nulla è più violento del “sistema”, oggi, che ci sta portando via presente e futuro, nostro e del pianeta. La violenza accade, può accadere, la Storia ce lo insegna che a volta deve accadere. A certe condizioni se è razionale rispetto al scopo, dunque sensata e può produrre effetti OCCUPIAMO PIAZZA AFFARIreali in un contesto di strategia, se non vi sono altri mezzi possibili. In Europa ed in Italia   non siamo in presenza di queste condizioni ,  la violenza non produce  alcun effetto positivo, anzi   contribuiscono a distruggere un movimento e non a costruirlo. In che cosa oggi siamo più vicini alla demolizione del sistema? Un’esempio sono le elezioni politiche greche  che hanno  rappresentato un chiarissimo e plebiscitario voto popolare di rifiuto della Troika e dei suoi piani di aggiustamento strutturale approvati allo scopo di mantenere il Paese nell’ eurozona,  sono stati puniti i due partiti, di centrodestra e centrosinistra (Nuova Democrazia e Partito Socialista), che hanno sostenuto il governo Papademos responsabile di aver gettato la Grecia in un baratro economico e sociale senza via d’uscita, imponendo ai lavoratori e alle masse popolari un arretramento storico per salvare le banche,  sono cresciute tutte le altre forze che, in qualche modo, si erano opposte a queste politiche, dalla coalizione di sinistra “radicale” Syriza al Partito Comunista (Kke) e a Sinistra democratica. Una UNITA’ della sinistra radicale appare in Italia molto difficile pur avendo la possibilità di avere il 25% del consenso elettorale. Con accordi alle ultime Amministrative la sinistra radicale perde perchè si unisce alla sinistra Riformista Sicuramente, la violenta crisi economica e la scelta del Pd di Bersani di “governare” le misure di rigore imposte dalla Troika attraverso l’appoggio al governo Monti hanno fatto sì che la collocazione di Sel come “ala sinistra” del Pd ne determinasse anche la stagnazione. Anche l’ossessiva competizione col Pd da parte di Vendola attraverso il giocattolo della partecipazione alle primarie di coalizione ha comportato il coinvolgimento di Sel nei giochi sporchi che da queste sono scaturiti e la percezione, in una parte dei settori che guardavano con attenzione nella sua direzione, dell’esaurirsi di una “novità”. Tutto ciò spiega perché Sel non raccolga ciò che tutti i sondaggi fino a poche settimane fa le preconizzavano, attestandosi su cifre ben più modeste che stanno strette a Vendola, se è vero che solo ora inizia a pungolare Bersani affinché cominci a pensare di rompere con Monti . Rifondazione, invece, conferma la sua parabola declinante, a dispetto delle analisi di taluni suoi dirigenti. Basti guardare ai dati delle precedenti elezioni amministrative negli stessi Comuni in cui s’è votato il 6 e 7 maggio per verificare l’ulteriore ridimensionamento numerico di un partito in forte crisi politica, di militanza e persino economica. Solo alcuni esempi per rendercene conto. A Genova, nel 2007 il Prc ebbe oltre 15.000 voti e il Pdci quasi 6.500; oggi, riuniti nella Fds, ne hanno poco meno di 5.300. A Pistoia passiamo dagli oltre 2.100 del Prc e dai quasi 4.200 del Pdci agli attuali 1.172 della Fds. A Parma, dai 3.200 del 2007 ai 1.290 di oggi della sola Rifondazione. A Taranto, dagli oltre 2.500 agli attuali 725 … E potremmo continuare.La consapevolezza dei dirigenti del Prc di questa situazione spiega perché vengano spese le ultime risorse per cercare di nascondere dietro una sorta di iperattivismo  come ad esempio la manifestazione nazionale convocatae fatta  12 maggio a Roma  l’assenza di una reale proposta politica alternativa e la volontà (sempre più esplicita) di chiudere al più presto un accordo con Bersani in vista delle elezioni del 2013.

RIZZO E STELLA SONO AL SERVIZIO DEI POTERI FORTI DEL CORRIERE DELLA SERA PER IL “CAPITALISMO BUONO” PER VENDERE I NOSTRI BENI COMUNI.

15 maggio 2012

Ancora MERDA sugli  statali oggi sul corriere della sera facendo tutto in un solo fascio di fanulloni e spreconi. BASTA!!!!!….. Ho scritto ed ho mandato a Rizzo e Stella tutti i documenti possibile sulla nostra situazione che all’incontrario per noi  ATA e EX ENTI LOCALI ci hanno diminuito lo stipendio del 25% nel 2000, contro i statali c’e’ un accanimento generale che porta alla privatizzazione dei “BENI COMUNI” che è la cultura, sanita’. Rizzo e Stella non per niente beni comuniscrivono sul Corriere della sera che vogliono  e fanno  a capo   ilCAPITALISMO BUONO” il metodo  di denigrare tutto e tutti  lo fanno per accappararsi i servizi pubblici per motivi di far profitto ai loro padroni.     Perchè non fanno  un servizio sulla nostra situazione….? ne verrebbe fuori delle belle e la vergogna di un’Italia condannata per violazione dei DIRITTI UMANI contro dei lavoratori di basso reddito colpiti da un’ingiustizia  con la casta politica insieme alla casta politic-sindacale confederale per risparmiare sui poveri del 25% per aumentare ai loro dirigenti del 25% al 50% della busta paga.

CARI RIZZO E STELLA PIANTATELA! NEL PUBBLICO IMPIEGO NON SIAMMO TUTTI UGUALI, C’E’ GENTE CHE LAVORA CON PASSIONE E GENTE CHE SE NE FREGA UGUALE COME NEL PRIVATO. I vostri padroni che vi danno lo stipendio che credo sia superiore 6 volte  e più del mio stipendio che lordi fa  19.000 all’anno SIATE PIU’ piu coerenti e se volete fare bene il vostro lavoro pubblicate la nostra storia. SE NO SIETE AL SERVIZIO alla   2STRATEGIA DELLA TENSIONE”  CONTRO I BENI COMUNI CHE SONO ANCHE VOSTRI

UNA NUOVA DONNA PER UN’ALTRA EUROPA… IL ROSSO-VERDE SARA’ IL COLORE EUROPEO

14 maggio 2012

la nuova donna


E’ il  Primo Ministro del più grande paese federale (17,8 milioni di abitanti), collocandolo nella più potente socialdemocrazia Europea. Si decideora chi  gareggerà per il prossimo anno contro Angela Merkel (CDU) come candidato cancelliere sarà sicuramente un’altra donna
Hannelore Kraft. La  sua salita prosegue con la prima vittoria “vera” delle elezioni per conto proprio. CDU 26,3 per cento, il peggior risultato di tutti i tempi. Dal 2005, quando il paese ha vinto Juergen Ruettgers per l’Unione, ha perso 18,5 per cento. E ora a soli 13 punti dietro la SPD, i Verdi hanno una maggioranza enorme in Parlamento. Un colpo di martello sulla testa con gli occhi iniettati di sangue la Merkel METTE LA CODA NELLE GAMBE.

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Ogni volta che è nell’aria un cambiamento ritornano…… Ogni volta che inizia a spirare un vento più pulito.

13 maggio 2012

Il gioco della “strategia della tensione” è sempre quello. Minarlo di bombe. Sparare ai giocatori. Non si gioca più. Vincono le destre a tavolino. Ecco perché questi bastardi riappaiono ogni volta che c’è la possibilità strategiache la sinistra passi in vantaggio. E’ arrivata la rivendicazione della gambizzazione di Adinolfi: si tratta della FAI, sigla della Federazione Anarchica Informale. “Informale” proprio non lo so che significa, forse solo che scherzano con le parole come con le vite. No, forse scherzano con le vite perché scherzano con le parole. Chi prende sul serio le parole pensa che ci si può costruire un futuro migliore e allora non mette mano alla pistola: gli bastano quelle e le idee che rivestono.  La versione più cruenta e veloce del disegno di scompaginare l’architettura democratica dello Stato. E’ il contrario dell’alzare il tiro dello scontro, come si leggeva nei demenziali proclami che hanno preceduto l’attentato ad Adinolfi.  IMPEDIAMOLO... Si dichiarano anche internazionalisti. Il che significa solo che puntano, se gli riesce, a fare sfracelli su scala planetaria, non che hanno un programma politico internazionale. Perché a leggere quei pochi slogans  a uno gli viene la curiosità di domandargli….  “Bene, immaginiamo che, fatti fuori tutti i capitalisti e i loro servi, avete vinto voi e quindi ci dovete dire adesso che si fa”. Credo che non si siano posti il problema neppure della convivenza civile in un condominio.

Paolo Ferrero: “Un voto anti-governo. E adesso cacciamolo via” manifestazione a Roma sabato 12 maggio

10 maggio 2012
Segretario Ferrero, molti leggono nel voto nei comuni un voto contro Monti. Se così fosse la manifestazione di sabato 12, indetta dalla Federazione della sinistra contro il governo, dovrebbe essere sterminata.
Magari fosse così semplice. Certo è che il voto boccia nettamente la politica di Monti. In altri paesi d’Europa la protesta ha preso la strada della sinistra. In Italia il senso comune è stato spostato dai mass media dalla speculazione al debito, e dal debito ai costi della politica. E quindi il grosso del voto di protesta è finito sulle liste di Grillo. Ma senza dubbio ha perso Monti e le forze che lo sostengono.
Il Pd sostiene di aver vinto tra le ‘macerie’ degli altri.
Rispetto alle regionali, il Pdl e la Lega hanno perso due voti su tre, il Pd uno su tre, l’Udc un po’ meno. Noi e Sel restiamo fermi, Grillo va avanti. Per questo la scomunica di Grillo è assurda. Ripeto, nei fatti è il canale in cui si è espressa la giusta protesta. Per noi però la critica alla politica è sacrosanta, ma ci vuole anche quella alla politica economica: quindi difendere l’art. 18, nazionalizzare le banche, colpire la speculazione.
Il successo di Grillo è tutto merito dei media?
Il tema dei privilegi è vero, ed è stato un errore anche nostro non fare la lotta ai privilegi con durezza. Ma sostenere che il problema dell’Italia sono gli stipendi dei parlamentari è una mistificazione, rispetto agli 80 miliardi di interessi sul debito ovvero alla tangente che paghiamo alle banche per colpa del fatto che ci finanziano gli speculatori anziché la Banca centrale. È una mistificazione parlare dei costi della politica e non del fatto che Italo Ntv (il nuovo treno veloce di Montezemolo, ndr) si trova a gestire una baracca da milioni grazie ai privilegi concessi, in pieno conflitto di interesse, dallo stato.

Anziché indire un corteo da soli non poteva cercare di allargare il fronte?

Siamo mesi che ci sgoliamo in appelli all’unità che cadono nel vuoto. Alla manifestazione contro il debito, a Milano, ci siamo resi conto che o partivamo o non si faceva nulla. Abbiamo lanciato la mobilitazione con due connotazioni: la presenza delle soggettività sociali e le rappresentanze dei partiti europei, dal Front de gauche alla Linke. Sarà con noi Alexis Tsipras, il candidato della sinistra greca che era con noi a Genova nel 2001. Ma la consideriamo un punto di partenza. Speriamo che scaturisca un’iniziativa unitaria contro Monti, contro le politiche europee e contro il fiscal compact.
Non crede che sul fiscal compact Monti stia cambiando linea, dopo la vittoria di Hollande in Francia?
Monti è politicamente il cameriere di Merkel e un estremista della linea opposta ad Hollande: un liberista della Goldman Sachs, tra i protagonisti delle politiche che hanno creato la crisi. Era persino consulente del ministro Pomicino nella stagione in cui in Italia si scavava il fosso del debito.
Non crede che Hollande riuscirà a cambiare il segno delle politiche economiche europee?
I popolari e i socialisti troveranno una mediazione, e sarà appiccicare al fiscal compact un po’ di eurobond. La chiameranno ‘crescita’. Monti sarà d’accordo e per l’Italia significherà 45 miliardi di tagli in più ogni anno, oltre al pareggio di bilancio e a tutte le stangate in corso. Gli effetti recessivi del fiscal compact sono infinitamente più pesanti delle quisquilie sulla crescita.
Chiederà ai suoi compagni del F

ront de gauche di rompere con Hollande?

So che noi ci batteremo contro, e dico ‘noi’ perché il gruppo della Sinistra europea ormai si incontra almeno ogni due mesi per discutere insieme, ora abbiamo in programma una manifestazione comune contro la Bce. Giustamente il Front ha appoggiato Hollande, meglio lui che Sarkozy.

Anche per voi varrà la regola meglio Bersani che uno di centrodestra?

Per ora non siamo al voto, siamo all’urgenza di fermare Monti. Ha perso le elezioni e noi ora vogliamo farlo cadere. La sua permanenza non è indifferente: se l’Italia non approverà il fiscal compact e il pacchetto Fornero sarà meglio per tutti. Stiamo raccogliendo le firme contro la cancellazione dell’art. 18, e se sarà legge faremo di tutto per cancellarlo con un referendum. Ci pensi bene chi lo vuole approvare. Facciamo un appello per l’unità di tutte le forze della sinistra che si oppongono a Monti, Sel, Idv – con la quale abbiamo fatto una splendida esperienza in Sicilia alle amministrative – ai movimenti, a ‘Alba’, alla sinistra diffusa.
E il Movimento 5 stelle?
Se volesse, nulla in contrario. Tutti insieme per un’opposizione efficace. Serve anche un sindacato più netto: bene la manifestazione, ma mi sarei aspettato uno sciopero generale. In Grecia, in Francia e in Spagna l’opposizione dei sindacati al neoliberismo è durissima. Napoli e Milano prima, Genova e soprattutto Palermo oggi, dimostrano che dobbiamo abbandonare lo spirito minoritario, quello che spinge ad andare dal Pd con il cappello in mano. Il voto dice che fra noi, Idv e Sel c’è una forbice più stretta di come dicono i sondaggi: insieme saremmo forti. Poi, eventualmente, sarà diverso anche discutere di alleanze.
Lei faceva lo stesso appello prima del voto. Non le sembra che oggi il Pd sia più interessato a un’alleanza a sinistra?
È un’ipotesi. Un’altra è che il crollo del centro accentui la tendenza a ‘tirarli’ dalla loro parte. Dico ai compagni di Sel, all’Idv, ai movimenti: smettiamo di aspettare il Pd, iniziamo noi la partita. Uniamoci per far cadere Monti.
Sel e Idv invocano l’alleanza con il Pd. In questo caso la Fds che farà?
In politica le subordinate servono solo a finirci dentro. Quindi mi batto per un processo unitario, in una forma federata o confederata o di alleanza. Nessun piano B.

Termini Imerese, notte operaia dentro l’Agenzia delle entrate

10 maggio 2012
«Da qui ai prossimi giorni a Termini Imerese se ne vedranno delle belle, la nostra protesta sarà un crescendo…». Sono le quattro del pomeriggio e davanti alla sede dell’Agenzia delle entrate, sul lungomare Cristoforo Colombo, ci sono un sacco di poliziotti. Dentro c’è trambusto, ma non è una protesta di routine, perché la sede locale del fisco è stata clamorosamente occupata da centinaia di ex operai Fiat dopo un’infuocata assemblea mattutina davanti ai cancelli dello stabilimento, chiuso ormai da più di cinque mesi.
«Vogliamo essere ascoltati – dice un battagliero Vincenzo Comella, della Uilm, mentre occupa anche lui l’Agenzia delle entrate – abbiamo scelto questo obiettivo sensibile perché rappresenta lo stato che riscuote le tasse nel territorio, e noi dallo stato vogliamo risposte sul futuro di oltre duemila lavoratori rimasti di fatto con un pugno di mosche in mano».
Dal governo, in particolare dal ministro dello sviluppo economico Corrado Passera e da quello del lavoro Elsa Fornero vogliono sapere che fine abbia fatto il piano di riconversione industriale dello stabilimento Fiat da parte della Dr Motors: se cioè è un piano che ha ancora gambe per camminare o se invece, come sembra, è da considerare un peso morto.
L’imprenditore molisano Massimo Di Risio – a cui il governo (attraverso Invitalia) e la regione Sicilia avevano affidato le sorti degli operai finiti in mezzo alla strada in seguito alla fuga di Sergio Marchionne da Termini Imerese, è un uccel di bosco, sparito alla ricerca affannosa di un centinaio di milioni di euro che le banche a cui si è rivolto – Unicredit, Intesa San Paolo e Monte dei Paschi – non intendono però concedergli a causa della sua precaria condizione economica.
In base all’accordo di dicembre, Di Risio sarebbe dovuto entrare in possesso dello stabilimento (per produrre auto low cost) all’inizio di questo anno, ma sono passati già cinque mesi e la promessa riassunzione degli operai è rimasta tale: carta straccia. E l’esasperazione delle ex tute blu – tutte in cassaintegrazione a zero ore – è comprensibilmente alle stelle. Se non parte il piano Di Risio tra sei mesi, rischiano di non avere più neanche la proroga della cig e salterebbe anche la mobilità per gli ex operai più anziani (gli esodati) che sempre in base all’accordo siglato con i sindacati dovrebbero essere accompagnati gradualmente alla pensione.Il governo – dice Roberto Mastrosimone, della Fiom – non sta rispettando niente di quello che era stato stabilito dall’accordo: ha stralciato le tutele promesse per i 640 esodati, che adesso rischiano di rimanere cinque anni senza un lavoro e senza pensione, e sta fallendo la sua funzione di garante del piano di riconversione della fabbrica. In più – aggiunge il sindacalista – non va dimenticato che ci sono 100 lavoratori dei servizi di pulizia e mensa che da dicembre non hanno uno stipendo, perché non è stata ancora autorizzata la cassa integrazione».

Ma perché il governo tace? «Perché evidentemente non ha nulla da dirci – riprende Comella – Invitalia latita da due mesi. Con l’adivisor del governo e con il ministero dello sviluppo economico avremmo dovuto riunirci il 3 maggio a Roma, ma l’incontro non è stato mai fissato. A questo punto temiamo che la situazione sia peggiore del previsto e non possono darci rassicurazioni. Il rischio è che salti tutto, non solo il diritto al secondo anno di cassa integrazione per il 2013, vincolato all’assunzione del 30 per cento del personale da parte della Dr entro il 2012, ma l’intero piano di riconversione».
L’occupazione dell’Agenzia delle entrate dovrebbe proseguire a oltranza. Ma la protesta degli operai di Termini, riesplosa dieci giorni fa con uno sciopero cittadino, «sarà articolata anche in altre forme e in altre sedi», assicurano i sindacati metalmeccanici, che per domani annunciano una manifestazione a Palermo davanti alla prefettura e poi alla Regione. «Il destino degli ex operai Fiat è una questiona nazionale. La tensione sociale cresce a causa degli assordanti silenzi delle istituzioni», dicono Maurizio Bernava e Mimmo Milazzo, segretari della Cisl Sicilia e di Palermo lanciando un appello alle forze politiche affinché intervengano sul governo.

IL NUOVO REGGISENO “RINFRESCANTE”.

10 maggio 2012

Il reggiseno al gel anti-calura. Il reggiseno, secondo ”l’innovativo concetto rinfrescante” alla base del singolare pezzo il reggiseno presentato a Tokyo da Triumph con il nome RINFRESCANTEdi Super Cool Bra. Il reggiseno, secondo ”l’innovativo concetto rinfrescante” alla base del singolare pezzo di biancheria intima femminile, ha un gel all’interno delle coppe, progettate per trattenere il calore del corpo.

De Magistris….Con il partito dei sindaci le elezioni ad ottobre sono possibili

10 maggio 2012

Il partito dei sindaci potrebbe portare a elezioni anticipate già ad ottobre. È quanto ipotizza il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che sottolinea come il governo non in biciclettapossa lasciare inascoltate le preoccupazioni dei sindaci italiani.  «È difficile si voti prima del 2013 – ha detto il sindaco partenopeo – ma se il governo non attua correzioni nelle proposte economiche costringendoci a bilanci al massacro e colpendo le politiche sociali dei cittadini, non escludo il ricorso alle urne. Le scelte colpiscono i servizi, non so se il governo riesce a reggere una rivolta democratica e rispettosa, ma ferma, dei sindaci, credo debba dare segnali perchè arrivare fino ad aprile è complicato». «Se il governo riesce a dare correttivi – ha proseguito de Magistris – la scadenza fisiologica si può raggiungere ma poi bisogna essere pronti a voltare pagina. E questa fase senza legittimazione democratica, con una sorta di commissariamento europeo, non può durare più perchè è improponibile ed inaccettabile». De Magistris parla del risultato delle amministrative evidenziando le diverse indicazioni che hanno dato e precisando che il successo dei grillini non è del comico genovese, ma di una politica fatta di proposte. De Magistris risponde anche alla domanda sul partito del non votò, che colpì anche le elezioni comunali a Napoli, con oltre il 40 per cento che non votò al ballottaggio dello scorso anno. «Continua – ha detto De Magistris – sicuramente il movimento del non voto ed è un fatto oggettivo che la democrazia partecipativa stia soffrendo in questo momento». «Le Amministrative – ha proseguito – dimostrano come vincano le persone credibili e serie che hanno fatto vedere con i fatti e non con le chiacchiere di saper amministrare, basti pensare a Palermo e Genova. Lo straordinario successo del movimento 5 Stelle non è solo di Grillo, ma ha qualcosa di più ampio e radicato sul territorio, soprattutto nel centro nord perchè sanno interpretare i bisogni delle persone e non è solo antipolitica da comizio urlante, ma è politica di proposte».
Il primo cittadino di Napoli ha evidenziato come ci sia una sconfitta dei partiti e soprattutto di chi appoggia il governo di Mario Monti: «Sostanzialmente i partiti che appoggiano il governo hanno avuto una batosta, dal Pdl all’Udc, e anche il Pd non mi sembra abbiano avuto un risultato incoraggiante – ha concluso de Magistris – le primarie sin ora realizzate sono state sempre fallimentari tranne in alcuni posti. Credo dobbiamo prepararci a dare una piattaforma alternativa per le elezioni politiche del 2013».